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Grandi opportunità per i “lavoratori digitali”

Secondo i dati dell’Osservatorio delle Competenze Digitali 2019 presentato alla fine dello scorso anno alle aziende italiane, serviranno al mercato del lavoro 106mila profili digitali, di cui circa la metà (46%) dovrà avere competenze nel software. Una richiesta che cresce anno dopo anno (+27% rispetto al 2017) e che vede il Nord-Ovest catalizzare il 45% delle offerte di lavoro (il 26% il Nord-Est, il 20% il Centro, il 6% Sud e Isole fanalini di coda).

E se la mancanza di 46.000 sviluppatori software è una non notizia, fa abbastanza impressione che mancheranno 12.000 consulenti digitali e 7.000 digital media specialist.

Se le aziende richiedono competenze digitali specialistiche (un numero che nel triennio 2019-2021 oscilla tra i 67.000 e i 95.000), il sistema scolastico non riuscirà a fornirne più di 82.000 (due terzi diplomati e un terzo laureati). L’Osservatorio stima una carenza di oltre 5.000 laureati nelle professioni ICT.

 

Le professioni specialistiche più richieste

4.500 posti riguarderanno le nuove professioni altamente specialistiche: Artificial Intelligence Specialist, Big Data Specialist, Blockchain Specialist, Cloud Computing Specialist, IoT Specialist, Mobile Specialist e Robotics Specialist.

I corsi universitari stanno tentando di adeguarsi e sono in crescita le lauree ICT con focus su big data e data science, intelligenza artificiale, IoT mentre resta limitata l’offerta formativa di percorsi in cloud computing.

Il Web si conferma essere il maggior canale in cui le aziende ricercano professionisti ICT (Linkedin lo conferma) mentre il dialogo tra mondo della formazione e mondo delle imprese è ancora molto fievole.

L’Osservatorio ha stilato un decalogo che spinge un coinvolgimento su formazione, reskill, interdisciplinarietà:

  1. Rafforzare training e aggiornamento delle competenze del personale docente
  2. Aumentare la consapevolezza che i lavori più qualificati saranno in aumento, mentre i lavori meno qualificati saranno sostituiti da macchine intelligenti
  3. Stimolare l’upskilling della forza lavoro ICT nelle aziende
  4. Riallineare continuamente i percorsi di studio all’innovazione e all’interdisciplinarietà
  5. Potenziare gli insegnamenti su nuove tecnologie, metodologie e competenze “soft”
  6. Assicurare la diffusione di una cultura imprenditoriale tra i professionisti ICT
  7. Moltiplicare le opportunità per le esperienze di apprendistato
  8. Accrescere le opportunità di imprenditorialità digitale dei neolaureati ICT
  9. Creare percorsi di laurea ICT trasversali o di “filiera”
  10. Promuovere network collaborativi di filiera come modelli di accelerazione

 


Il tema del re-skill o up-skill delle risorse umane in tutte le aziende è un passaggio che può essere cruciale nella sfida delle imprese italiane per stare al passo con Industria 4.0. L’intento e l’auspicio di GGallery è che l’e-learning in senso lato sia uno strumento di accelerazione e facilitazione di tutti i processi formativi con flessibilità ed economia, anche in modalità smart working.
Per questo abbiamo lanciato nel 2020 le piattaforme mobile first e le app di mobile learning, a cominciare dai corsi sulla sicurezza sul lavoro a tutta la formazione obbligatoria, con un focus anche al settore metalmeccanico e un innovativo progetto, ancora under construction dedicato al mondo IoT con Arduino.
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