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Da gennaio via al cantiere “Editoria 5.0”

Si parla ormai da tantissimi anni della crisi dell’editoria, un tunnel da cui sembra sempre più difficile uscire. Gli investimenti nel settore sono sempre minori, così come le idee per provare a cambiare marcia. Per questo il sottosegretario all’editoria Andrea Martella ha parlato al Sole 24 Ore di Editoria 5.0, un cantiere che nei prossimi anni dovrà provare a vincere una sfida complicatissima.

“L’editoria attraversa, da oltre un decennio, una crisi profonda per natura e dimensione. È una crisi sistemica e strutturale, alla quale sarà possibile dare risposta non solo adottando misure urgenti, che pure sono indispensabili, ma anche e soprattutto individuando un nuovo paradigma d’intervento, che orienti stabilmente ed efficacemente le politiche di sostegno per i prossimi anni”.

“In coerenza con le linee annunciate al Parlamento la legge di bilancio ha introdotto un primo e importante pacchetto di misure urgenti per il settore, al quale nei prossimi mesi farà seguito un organico intervento legislativo di riforma di tutti gli strumenti, diretti e indiretti, di pubblico sostegno all’editoria, che abbiamo chiamato ‘Editoria 5.0’. Intanto, con la manovra è stato confermato il il livello dell’investimento pubblico diretto, attraverso il congelamento per un anno della riduzione dei finanziamenti all’editoria già prevista dalla precedente normativa.”

Tra le altre misure: lo stanziamento di 20 milioni di euro l’anno per promuovere la lettura di quotidiani nelle scuole, l’estensione all’acquisto di quotidiani con il bonus cultura per i diciottenni, o la conferma e l’estensione del tax credit per le edicole.

Per altro verso, di fronte alle obiettive difficoltà di tante imprese editoriali alle prese con crisi occupazionali,  sono state previste nuove norme in materia di pensionamento anticipato per giornalisti e poligrafici.

“Lo abbiamo fatto per incentivare il mantenimento in attività delle imprese editrici e stampatrici che investono per ristrutturarsi. Rivendichiamo di aver portato stabilmente al 50% – il rapporto era di tre a uno – la quota minima di turnover del personale: dal 2020. Ogni due uscite di giornalisti dovrà essere assicurata almeno una nuova assunzione, con priorità per gli under 35 e per i precari storici delle stesse imprese e di quelle dello stesso gruppo”. Sulla possibilità di assumere giovani non giornalisti, ma con profili coerenti con gli obiettivi di rilancio o funzionali alla conversione digitale, Martella scrive: “nessuna unilaterale imposizione e soprattutto nessuno svilimento della professione giornalistica”.

Sull’equo compenso Martella ribadisce l’intenzione di arrivare presto alla definizione di un nuovo quadro di regole, idoneo a contrastare abusi e sfruttamento, per i professionisti dell’informazione.

Relativamente al Cantiere Editoria 5.0: “È una sfida di filiera che coinvolge tanti segmenti. Per vincerla serve una visione d’insieme, con la partecipazione di tutti i soggetti interessati: i giornalisti, gli editori, gli stampatori, i distributori, le edicole, i lettori. E’ proprio a partire dal lavoro fatto in questi tre mesi che fin da gennaio avvieremo – con il più ampio coinvolgimento delle parti – il cantiere di “Editoria 5.0”. L’intervento pubblico a sostegno dell’editoria e del sistema dell’informazione è non solo giustificato, ma addirittura imposto al legislatore per il rispetto del pluralismo dell’informazione. Saremo chiamati anche a definire le regole per l’affidamento dei servizi di informazione primaria alle agenzie di stampa, in vista delle scadenze del 2020, e a dare al settore una nuova cornice di regole compatibile con la disciplina europea. E le sfide che affronteremo riguardano anche il rapporto con il web, con gli over the top, con gli algoritmi: tutti temi che si intersecano con il recepimento della nuova direttiva comunitaria sul copyright”.

 


L’intero settore dell’editoria ha vissuto, attraversato o subito un vero processo di digital disruption. Tutti conosciamo la nota canzone “video killed the radio star” e per fortuna la previsione fu sbagliata… allo stesso modo l’editoria cartacea e le librerie continuano a esistere, in un mercato diverso, difficile, forse più “povero”.
GGallery stessa si è trasformata radicalmente dal 1983 ad oggi, passando dall’avere quasi 200 titoli in catalogo a pubblicare pochi libri all’anno, prevalentemente su commessa o come accessori di progetti più complessi di informazione multimediale integrata. Nel nostro piccolo la disruption è stata un’occasione di evoluzione e rinascita, testimoniata da un considerevole aumento del fatturato e delle persone impiegate avvenuto proprio negli anni del cambiamento.
Per conoscere da vicino cosa è GGallery oggi, guarda l’intervista di Confindustria Genova al Presidente Paolo Macrì:
https://www.youtube.com/watch?v=n2f35WtTDZQ

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