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Digital Divide: chi sono i nuovi analfabeti?

Con il termine inglese “digital divide” si intende il divario che c’è tra chi ha adeguato e continuativo accesso ad internet e chi, per scelta o possibilità, non lo ha.

 

Digital Divide: alcuni dati ISTAT

In Italia l’82% della popolazione ha accesso ad internet, questo dato però è ampiamente falsato: basti pensare che possedere uno smartphone fornisce formale accesso alla rete, ma non la capacità di saperla utilizzare.
Il dato più interessante lo fornisce l’ISTAT, evidenziando come coloro che sono esclusi dal “mondo digitale” ne perdono i benefici, con un evidente danno socio-economico e culturale. Ad aggravare la situazione, proseguono gli studi ISTAT, è il fatto che il digital divide coinvolge maggiormente i ceti sociali già svantaggiati, creando un pericoloso circolo vizioso di crescente esclusione e povertà.

 

Diversi gradi di competenza

Il digital divide è però ovviamente in continuo movimento, trovando nuove forme e sostanziandosi in modi molto diversi.
Se infatti una ricerca su Google o la lettura della posta elettronica possono essere considerate, a livello di conoscenze tecniche, accessibili a quasi tutti, il discorso cambia quando parliamo dell’utilizzo dei servizi digitali della pubblica amministrazione, delle banche, delle assicurazioni o dei social network.

 

Analfabeti 2.0

A essere vittima di questa tipologia di digital divide, a prescindere dal ceto sociale, sono infatti in gran parte gli anziani, esclusi e resi veri e propri “analfabeti 2.0”.
Se da una parte il 15 Novembre del 1960, in una Italia che iniziava a rialzare la testa e usciva definitivamente dal periodo del “dopoguerra”, l’immortale Maestro Manzi insegnava le nozioni base di lettura e scrittura, così oggi è più che mai necessario “alfabetizzare” la popolazione all’uso corretto e consapevole degli strumenti che il mondo digitale ci mette a disposizione.


Se non sei sui social non esisti! Quante volte avete sentito questa frase? Il 60% della popolazione italiana (compresi neonati e centenari!) utilizza quotidianamente i social per connettersi con gli amici, restare aggiornato sull’attualità, condividere interessi e trovare intrattenimento e divertimento.
Al di là della semplice provocazione, è utile e necessario aiutare a entrare nel mondo dei social network chi ancora non vi è presente, garantendo massima sicurezza e trasparenza. Con questi obiettivi nasce, quasi per gioco, il progetto www.socialpertutti.com idea subito diventata reale grazie alla collaborazione tra due amici e professionisti del settore: Paolo Macrì e Carlo Casarico.
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